Ancora morti nel Mediterraneo: sono due i naufragi avvenuti negli ultimi giorni, che allungano la lista delle vittime del mare. La strage più grave si è consumata a largo della Libia. Una vera e propria ecatombe con almeno cinquanta persone che hanno perso la vita poco dopo aver lasciato le coste della Cirenaica. In 75, tutti sudanesi, erano partiti da Tobruk, ma poco dopo aver preso il largo un incendio è divampato sul gommone su cui viaggiavano in direzione di Gavdos, l’isola a sud di Creta diventata nell’ultimo anno una nuova Lampedusa per chi parte dall’est della Libia. A denunciare l’accaduto è l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Secondo le prime informazioni i venticinque superstiti sono stati riportati in Libia. Anche nel Canale di Sicilia si registrano le morti di altre due donne. La più giovane è una ragazza ivoriana di appena vent’anni, morta a 45 miglia nautiche da Lampedusa. Secondo le prime ricostruzioni, lunedì scorso il barchino di ferro su cui stava tentando la traversata, insieme ad altre cinquanta persone (tra cui tre bambini), avrebbe iniziato a imbarcare acqua prima di rovesciarsi. I migranti sono finiti in mare e almeno un’altra donna risulta dispersa. A lanciare l’allarme è stato l’aereo Seabird dell’ong Sea Watch che ha dato supporto dall’alto ai naufraghi prima che arrivasse una nave della Guardia costiera. “Le persone sono arrivate a Lampedusa molto provate - racconta Francesca Saccomandi, operatrice di Mediterranean hope che ha assistito i superstiti allo sbarco sul molo Favaloro -. Da quello che sappiamo sono rimasti in mare per sei giorni. Due di loro appena arrivati sono stati trasportati subito al Poliambulatorio. Mentre due donne sono morte: è l’ennesima morte annunciata. Le persone continuano ad affrontare viaggi come questi perché non hanno alternative. L’unica alternativa è offrire canali legali e sicuri”. Intanto stando ai dati dell’Oim dall’inizio dell’anno sono già 1.275 i morti accertati sulla rotta del Mediterraneo. La maggior parte delle vittime, pari a 926, si registra nel Canale di Sicilia mentre sono 204 nel Mediterraneo ocidentale e 45 in quello orientale. Con un report anche la Fondazione Ismu denuncia lo stillicidio continua sulla rotta del mare: dal 2014 all'ottobre 2024 sono oltre 30mila migranti hanno perso la vita o risultano dispersi nel tentativo di raggiungere l'Europa.
Cimitero Mediterraneo: “Da inizio anno oltre 1200 migranti morti”
Altre cinquanta vittime al largo della Libia e due donne inghiottite dal mare a 45 miglia da Lampedusa
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