Almeno 683 persone sono morte o risultano disperse sulla rotta del Mediterraneo centrale dall'inizio dell'anno al 4 aprile.
Lo rende noto l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Libia nel suo ultimo aggiornamento pubblicato su X. Nello stesso periodo, precisa l'agenzia dell'Onu, i migranti intercettati in mare e riportati in Libia sono stati 3.518, di cui 3.173 uomini, 244 donne, 70 bambini e 31 persone di genere non identificato.
Sono due i corpi recuperati in mare finora ma sarebbero 80 i dispersi nel naufragio di Pasqua, come hanno riferito ai soccorritori i 32 migranti trasferiti a Lampedusa dopo il salvataggio. "Profondo il cordoglio ai familiari delle vittime" dalla Comunità di Sant'Egidio: "Non si può rimanere insensibili, limitandosi ad aggiornare le statistiche sulle tragedie dei viaggi nel Mediterraneo. Rivolgiamo un forte appello a tutte le istituzioni, a livello nazionale ed europeo, perché riprendano con più impegno le operazioni di soccorso in mare, per salvare la vita di chi è in pericolo". A salvare i naufraghi rimasti in acqua per ore dopo che il barcone si è capovolto sono stati i militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera che è stata affiancata dalle navi a vela Grey e Saavedra Tide. I superstiti - 31 uomini e un minore originari di Bangladesh, Pakistan ed Egitto - hanno raccontato di essere partiti nella notte tra venerdì e sabato da Tajoura (Libia), a bordo di un'imbarcazione in legno con due motori. Il mare mosso ha causato infiltrazioni d'acqua, fino al ribaltamento avvenuto dopo circa 15 ore di navigazione.







