Il teschio con il cappello di paglia che milioni di lettori associano al famoso manga One Piece ha lasciato le pagine della fantasia per trasformarsi in un simbolo di protesta e libertà in diversi Paesi del mondo. La famosa bandiera pirata è apparsa per la prima volta in Indonesia nello scorso luglio, durante le prime proteste contro le imposizioni del governo, ed è poi stata utilizzata anche nelle recenti proteste scoppiate in Nepal, nelle Filippine e in Francia.Il Jolly Roger non è utilizzato in modo casuale, ma ha un senso specifico che solo chi conosce il manga creato da Eiichiro Oda può comprendere. Nell’opera, infatti, i pirati guidati da Monkey D. Rufy sono diventati un simbolo di ribellione contro il Governo Mondiale, i cui vertici rappresentano uno dei principali antagonisti della serie, perché corrotti e dalla condotta tirannica verso la popolazione. Non si tratta però semplicemente di ribellione, perché gli ideali del protagonista Rufy ruotano attorno alla sua grande voglia di libertà, per sé stesso e per tutti quelli a lui vicini. È proprio questo ideale, più che la semplice iconografia piratesca, ad aver trovato forte risonanza nella Gen Z, che oggi usa il vessillo come simbolo di protesta in diverse parti del mondo andando oltre le barriere culturali.One Piece come simbolo di ribellione, dal Nepal alla FranciaUna delle immagini simbolo delle proteste in Nepal, che di recente hanno portato alle dimissioni del primo ministro, è proprio la bandiera di One Piece appesa ai cancelli del palazzo del Parlamento mentre questo bruciava. La ribellione è stata portata avanti soprattutto dai giovani nepalesi, che da tempo lamentavano corruzione e condizioni di vita insostenibili per colpa del governo guidato dal primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli.La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata lo scorso 5 settembre, quando il governo ha imposto un blocco di tutti i principali social network nella nazione, cosa che ha portato a proteste sempre più violente nelle strade del paese, durante le quali sono morte oltre 50 persone, fino alla caduta del governo con le dimissioni del primo ministro. Ora il nuovo governo si sta addirittura decidendo su Discord, in pieno stile Gen Z.A demonstrator carries Indonesia's national flag and a pirate flag from the Japanese anime 'One Piece' an internet trend used to criticise government policies, during a protest against the Mobile Brigade Corps or 'Brimob', after the death of a motorbike taxi driver the previous night, in front of the governor's residence in Surabaya on August 29, 2025. Indonesian police fired tear gas on August 29 at hundreds of protesters rallying in the capital over the death of a motorcycle taxi driver, hours after the country's president promised to investigate the incident. Clashes between protesters and police broke out on August 28 over calls for higher wages and perceived lavish perks for lawmakers, as public discontent grows over the government's handling of the economy. (Photo by Juni KRISWANTO / AFP) (Photo by JUNI KRISWANTO/AFP via Getty Images)JUNI KRISWANTO/Getty ImagesIn Indonesia, la prima nazione ad aver usato la bandiera con il teschio sorridente e il cappello di paglia per protesta, tutto è invece nato dall’appello del presidente indonesiano Prabowo Subianto a esporre la bandiera nazionale il 17 agosto, giorno in cui si festeggiavano gli ottant’anni d’indipendenza del paese. Molti indonesiani però hanno deciso di affiancare alla bandiera nazionale proprio quella presente nel manga di One Piece, come simbolo di protesta contro un governo che gran parte della popolazione sente sempre più come oppressivo e corrotto.Un negoziante di Giacarta ha fatto sapere sui social che in pochi giorni ha venduto centinaia di bandiere di One Piece, tanto che diversi esponenti politici del paese avevano persino proposto di vietarla e di considerare conseguenze legali per chi l’avesse issata insieme alla bandiera nazionale. Le proteste della popolazione indonesiana continuano ancora oggi, soprattutto dopo la morte di un giovane rider investito da un veicolo della polizia, fatto che ha scatenato un’ondata di dissenso sia sui social network che, soprattutto, tra le strade del paese.Anche nelle Filippine molti studenti universitari hanno scelto il Jolly Roger della ciurma di Rufy come simbolo del loro malcontento, nato dopo i danni causati dai monsoni e dalle conseguenti inondazioni. Si è infatti scoperto che gran parte dei fondi pubblici stanziati per il controllo dei danni provocati dalle inondazioni sono finiti in mano a degli appaltatori legati alla classe dirigente politica, che hanno realizzato dei progetti fantasma utili solo per ottenere questi soldi senza mai svolgere effettivamente dei lavori. Oltre alle manifestazioni in tutto il paese, un’altra forma di protesta è nata sui social network, dove i giovani stanno denunciando i profili social dei figli dei dirigenti coinvolti in questo scandalo, che ostentano vite fatte di ogni tipo di lusso.Infine, anche in Francia è stata avvistata la bandiera dei pirati di Cappello di Paglia, durante le recenti manifestazioni del movimento francese "Bloquons tout" che nei giorni scorsi hanno bloccato il paese per protestare contro il presidente francese Emmanuel Macron e il nuovo governo.A One Piece flag is at a protest of the Block Everything movement on September 10. (Photo by Vincent Koebel/NurPhoto via Getty Images)NurPhoto/Getty ImagesÈ interessante notare come Paesi geograficamente e culturalmente distanti abbiano adottato lo stesso simbolo di protesta. Un semplice fumetto, nato in un contesto diverso, è riuscito a superare ogni barriera, diventando un'icona universale grazie alla sua rappresentazione di ideali come libertà e giustizia, che trascendono l'identità culturale di ogni nazione.Non è la prima volta che un’opera di fantasia viene utilizzata come simbolo per delle proteste; nel 2005, ad esempio, arrivò al cinema V per Vendetta, film tratto dall’omonimo fumetto di Alan Moore. La maschera di Guy Fawkes, dietro la quale si cela il ribelle protagonista della storia, divenne ben presto un simbolo di lotta per la libertà e contro la corruzione in tutto il mondo, diventando anche il simbolo della rete di hacker chiamata Anonymous.La forza di One PieceNon sorprende che nel 2025 One Piece sia diventato un simbolo e un punto di riferimento in tutto il mondo, soprattutto tra le generazioni più giovani. L’opera è definita il manga dei record perché con i suoi 520 milioni di copie vendute è attualmente il fumetto disegnato da un singolo autore più venduto nella storia secondo il Guinness World Record.L’opera, anno dopo anno, sta inoltre puntando a scalzare Superman dal titolo di fumetto più venduto nella storia, con i suoi oltre 600 milioni di copie in più di 80 anni di storia. One Piece invece è edito soltanto dal 1997, ma in questo lasso di tempo ha conquistato il mondo con i suoi oltre 1000 capitoli, 100 volumi, 1000 e più episodi dell’anime e una serie tv di successo con attori in carne ed ossa su Netflix, serie che a breve riceverà una seconda e terza stagione.One Piece è dunque l’opera più importante di questo millennio e non sorprende che venga letta da giovani di tutto il mondo, che l’hanno poi presa come punto di riferimento per le proprie proteste. Chi conosce solo superficialmente la storia del manga o non la conosce affatto non deve essere tratto in inganno dall’apparenza semplice e scanzonata dell'opera, perché One Piece racchiude al suo interno significati molto più profondi di quanto non appaia in superficie.ShueishaLa storia, per chi non la conosceLa storia, per i pochi che non lo sapessero, in breve parla del sogno di Monkey D. Rufy di diventare il Re dei Pirati. Per farlo, il giovane dovrà riunire una ciurma di valorosi personaggi e affrontare numerose insidie, rappresentate da altri pirati rivali e dalla Marina Militare al soldo del Governo Mondiale.Nonostante in Giappone il target sia quello degli adolescenti, in realtà il manga è letto da persone di tutte l’età, anche perché tantissimi dei suoi lettori sono ormai diventati adulti nel lungo lasso di tempo trascorso da quanto la storia è iniziata. La forza di One Piece sta proprio nel fatto che è adatto a tutti: i più giovani si fanno certo catturare dai toni avventurosi e dalle epiche battaglie dell’opera, ma Eiichiro Oda vi inserisce diverse chiavi di lettura, lasciando spesso intuire gli orrori e le malvagità che certe fazioni o personaggi compiono.Ad esempio, uno dei principali nemici del protagonista Rufy e della sua ciurma è l’intero Governo Mondiale. Quest’organizzazione è composta da 170 paesi che vi hanno aderito e che, al suo interno, dovrebbero avere la stessa importanza, ma in realtà esistono 20 famiglie, quelle che hanno fondato il Governo Mondiale 800 anni prima dell’inizio della storia, che vengono considerate quasi come delle divinità in terrà.Queste prendono il nome di Draghi Celesti e a loro non si applica nessuna legge: sono liberi di uccidere, schiavizzare e persino organizzare dei veri e propri genocidi ai danni delle popolazioni delle isole non appartenenti al Governo Mondiale. Tutto ciò senza ripercussioni, anzi, se qualcuno prova a opporsi a loro, verrà attaccato dalla Marina, il braccio armato del governo, che invierà i suoi membri più potenti a difenderli.NetflixOgni nemico principale in One Piece è una rappresentazione di diversi mali del nostro mondo, tra culti religiosi, tiranni e crimine organizzato. L’opera però non vuole mai fare una divisione troppo semplicistica tra buoni e cattivi; ad esempio, non tutta la Marina è corrotta e ci sono molti ufficiali che provano a cambiarla dall’interno, così come sono molti i pirati che si sono distinti per la loro bontà, oltre alla ciurma del protagonista. All’interno di One Piece c’è una meravigliosa complessità che riesce a far immedesimare nelle vicende qualsiasi lettore, indipendentemente dalla sua età.Per questo così tante persone hanno scelto la bandiera della ciurma di Rufy come simbolo: sui social network diversi giovani indonesiani e nepalesi hanno detto di averla scelta come simbolo di protesta contro la corruzione perché il mondo di One Piece, dominato da un governo corrotto, rappresenta quello che loro sono costretti a vivere ogni giorno. Il desiderio di libertà di Rufy e della sua ciurma è senza dubbio uno dei temi più importanti dell’opera, insieme a quello dell’uguaglianza tra razze e popoli, ed è facile comprendere come il manga sia diventato un simbolo di questi valori per molti giovani, soprattutto per alcune scene iconiche.La scena fonte d'ispirazione per le protesteC’è soprattutto una scena che incarna alla perfezione la volontà del protagonista e dei suoi compagni di ribellarsi alle autorità corrotte, scena che probabilmente è una delle maggiori fonti d’ispirazione per chi ha scelto la bandiera con il teschio sorridente come simbolo di protesta.Durante una delle saghe di One Piece, la ciurma di Cappello di Paglia si impegna a salvare una loro compagna, Nico Robin, rapita dal CP9, un'organizzazione segreta del Governo Mondiale: per liberarla, Rufy e i suoi compagni ne invadono la base. Quando il leader del CP9 avverte Rufy che qualsiasi tentativo di salvarla sarà considerato una dichiarazione di guerra, Rufy non esita: ordina di bruciare la bandiera del Governo Mondiale, dichiarando guerra al mondo intero per proteggere una sua preziosa compagna.Può sembrare paradossale che un manga sui pirati abbia trasformato un Jolly Roger, un tempo emblema di terrore, in un vessillo di speranza e resistenza alle ingiustizie, arrivando perfino a sostituire i simboli più tradizionali a cui un popolo si affida nei momenti difficili – come la bandiera nazionale o persino i simboli religiosi; la forza dell'immaginario può superare lo strapotere delle istituzioni, quando queste non rispecchiano più i bisogni della gente, dimostrando che la fantasia, spesso sottovalutata, è una delle più potenti forze motrici per il progresso umano.
Perché la bandiera di One Piece è diventata un simbolo di protesta in varie parti del mondo
La bandiera appartenente al famoso manga di Eiichiro Oda è stata utilizzata in varie proteste e manifestazioni in tutto il mondo, dall'Indonesia alla Francia








