«Siate voi la voce, dove noi non arriviamo». Piazza della libertà a Pesaro è piena, ci sono bandiere del Pd ma anche della Palestina, persino qualcuna dei Cinque stelle. Sul palco il candidato governatore delle Marche Matteo Ricci, il presidente dem Stefano Bonaccini, la segretaria del Pd Elly Schlein: chiude lei quando è già diventato buio con un appello al passaparola, alla mobilitazione, a convincere gli indecisi e anche chi la volta scorsa ha scelto la destra dell’avversario Francesco Acquaroli, «siate liberi, nel segreto dell’urna non vi vedono». Perché è per un pugno di voti che si aspettano si giocherà la partita qui nell’Ohio d’Italia, l’unica regione della tornata autunno 2025 giudicata contendibile: e allora bisogna strappare preferenza su preferenza, portare alle urne uno in più degli altri per poter brindare alla vittoria a fine spoglio. Lo sa la segretaria dem, che mica per niente prima di questo comizio vista mare era già venuta cinque volte nelle Marche lungo l’estate. E lo sa la premier Giorgia Meloni, in contemporanea a 80 chilometri da qui, su un palco ad Ancona, in veste di leader di Fratelli d’Italia insieme a tutta la coalizione di destra. Comizi paralleli a meno di due settimane dalle urne, il 28 e 29 settembre, ognuna a cercare di motivare il proprio popolo, con tanto di botta e risposta sul salario minimo: Meloni dal capoluogo critica la sinistra – ci vuole coraggio a parlarne oggi dopo aver governato per anni senza farlo – e Schlein in tempo reale legge la dichiarazione e ribatte che «ci vuole coraggio a non farlo, si vergognino di non aver fatto niente in cinque anni per i salari».
L’attacco di Schlein: “Una vergogna i salari così bassi”
La segretaria del Pd a Pesaro con Bonaccini per Ricci: «Da Meloni promesse vuote. Convincete gli indecisi»













