di
Adriana Logroscino
Il comizio dei leader del centrodestra per Acquaroli
Una stilettata a Giuseppe Conte, una per Elly Schlein. Giorgia Meloni, in piazza Roma ad Ancona per Francesco Acquaroli, ricandidato alla presidenza delle Marche, al voto il 28 e 29 settembre, fa un comizio tutto all’attacco. Contro il centrosinistra che «sono decenni che non azzecca una previsione» e contro i «giudici politicizzati» che «non ci impediranno di governare il fenomeno dell’immigrazione» tuona. Quindi pregusta un altro traguardo: «Quando fra un mese diventeremo il terzo governo più longevo, varrà la pena di notare che i primi di questa classifica sono tre esecutivi di centrodestra».
Dell’ex premier dice: «Ho sentito Conte sostenere, “noi non siamo alleati del Pd, abbiamo un progetto, che è mandare a casa Meloni”. Il Conte Mascetti (indimenticato protagonista di Amici miei, ndr) sarebbe stato fiero di lui. Ma che progetto è mandare a casa Meloni? Io governo per gli italiani, mica contro gli altri». Bruciante la risposta che Conte affida ai social: «Giorgia, Wanna Marchi sarebbe fiera di te e delle tue televendite». Alla segretaria del Pd, Meloni si rivolge direttamente: «Ci chiede di fare esempi dell’odio di cui siamo oggetto. Elly, io gli esempi te li faccio ma ci mettiamo mezza giornata». Quindi torna sul punto che è centrale nell’eterno duello con la leader dem e il suo disegno «testardamente unitario». Dice Meloni: «La nostra è una alleanza solida, fondata su una visione comune. Chi si affanna a scrivere tutti i giorni che siamo divisi, se ne faccia una ragione: stiamo insieme da 30 anni e continueremo a stare insieme».








