Arriva dall’America profonda, il Minnesota, ma ha anche sangue italiano nelle vene il nuovo console generale americano, Terrence Flynn. E lo dice col sorriso mentre si presenta sulla splendida terrazza del consolato di piazza della Repubblica, dalla quale si gode una vista unica del golfo. Cordiale e perfetto neo padrone di casa, ringrazia tutti per la presenza, poi fa un breve discorso.
Ricorda il legame che unisce gli Stati Uniti all’Italia, cita i valori della libertà e della democrazia, e la inesausta passione dei giovani americani per i nostri luoghi, sia per trascorrere periodi di svago che per studiare nelle città italiane.
E cita due anniversari importanti da celebrare nel 2026: i 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti e, contemporaneamente, i 230 anni dall’istituzione del consolato a Napoli, di fatto il presidio diplomatico più antico degli Usa in Europa.
E sarà proprio “America 250” il brand e il logo che accompagnerà ogni iniziativa del consolato.
Iraq, Turchia, la lotta al narcotraffico in Brasile, Russia, Malta, Malesia, El Salvador, Trinidad e Tobago, territori differenti e difficili, complessi e vari dove Flynn è stato chiamato a svolgere il suo compito. E ora Napoli, con il sud nel cuore.






