Donald Trump non ama i giornalisti. A adora tuttavia parlare senza fine davanti a loro, a condizione che non facciano domande. Ma se per i reporter è già difficile seguire il filo (spesso inesistente) dei suoi ragionamenti, farlo diventa un’impresa proibitiva per gli interpreti delle televisioni straniere che devono tradurlo in simultanea. Di tutti, sono i francesi a combattere una delle battaglie più difficili per districarsi nell’eloquio frammentato, pieno di digressioni e frasi lasciate in sospeso, del presidente americano, rendendone il senso senza perdere l’effetto shock dell’originale.