Non ha paura di cadere nel trash Milly Carlucci (“vogliamo essere lo specchio della società, in tutte le sue sfumature”) ma soprattutto difende con forza la decisione di inserire nel cast di “Ballando con le stelle“, in partenza sabato 27 settembre, Barbara D’Urso. Non un passo falso, non uno sgarbo a Mediaset: “Sarebbe stato uno sgarbo se avessimo chiamato un volto sotto contratto con Mediaset. Tra l’altro in passato è successo che volti Rai andassero ospiti, con il beneplacito dell’azienda, in show direttamente concorrenti. Un personaggio che non ha contratti deve potersi considerare libero: se desidera continuare a lavorare, è legittimo che lo faccia. Non può esserci qualcuno che dica: ‘Non devo lavorare'”, spiega Carlucci in un’intervista a “La Stampa“.
Fianco a fianco dopo le tensioni del 2011, quando Carlucci fece un esposto contro D’Urso per il plagio di “Baila“: “È stata un’azione legale tra due aziende che sui programmi fanno business e difendono il proprio investimento. I rapporti tra i singoli artisti sono un’altra cosa. Personalmente stimo molto D’Urso perché è una grande professionista con un’incrollabile forza di volontà. Ha costruito la sua carriera sul lavoro, non sulla fortuna. Siamo due donne che si prendono per mano: ognuna aiuta l’altra, perché anche a noi fa gioco averla“. Per assicurarsi la presenza in pista dell’ex volto di Canale 5, la società Ballandi e la Rai hanno garantito alla concorrente un cachet importante, secondo Repubblica fissato tra i 50 e i 70 mila euro a puntata: “Smentisco categoricamente. In Rai abbiamo un sistema calmierato: c’è un tetto ai cachet, ragion per cui persino a Sanremo non si vedono star hollywoodiane. Figurarsi se Ballando potrebbe fare eccezione. Tra l’altro il nostro budget è sempre lo stesso: non un euro di più”, assicura Carlucci che prova a smorzare le polemiche.







