Il destino di Bruno Lage è apparso segnato in mondovisione quando, dopo il 3-2 del Qarabag all’86’ all’Estadio da Luz, con la firma dell’ucraino Oleksij Kascuk sulla prima vittoria azera nella fase finale della Champions, è stato inquadrato in tribuna Rui Costa, presidente del Benfica. La mano sul volto, tra il furibondo e l’incattivito, ha annunciato l’esonero del tecnico portoghese. All’1.20 del mattino, Costa ha comunicato in sala stampa il licenziamento di Lage ed è apparso subito chiaro l’obiettivo del Benfica per ripartire: José Mourinho. Costa è stato eloquente: “Mourinho? Contiamo di avere il nuovo allenatore in panchina sabato pomeriggio, a Vila das Aves”.

Che fantastica storia è la vita. Il 29 agosto, Mou viene esonerato dal Fenerbahce, con una liquidazione di 15 milioni di euro: vorremmo tutti avere avvocato e commercialista che rappresentano lo Special One. E chi è a certificare l’addio di José alla Turchia? Il Benfica, che ha eliminato ai playoff di Champions il Fenerbahce. Diciannove giorni dopo, Mou approda al Benfica, anzi torna. Qui, infatti, tutto cominciò il 23 settembre 2000, quando l’uomo di Setubal debuttò alla guida delle Aquile, contro il Boavista, perdendo 1-0. In quell’occasione, Mourinho sostituì il tedesco Jupp Heynckes: al Benfica vanno di moda gli esoneri precoci. L’avventura di José durò meno di tre mesi: si dimise il 9 dicembre 2000, causa scatenante il cambio di presidenza del club. Attenzione, il 25 ottobre si svolgeranno le prossime elezioni, con Rui Costa che dovrà affrontare la concorrenza di cinque candidati. Mou, comprensibile, tocca ferro, anche se avvocato e commercialista, il Gatto e la Volpe, sempre loro, nella stesura del contratto avranno preso legittime precauzioni.