Nel cuore del dibattito sulla nuova legge di Bilancio si consuma uno scontro che unisce finanza, politica, conti pubblici e mercato: da un lato, il piano ambizioso di Monte dei Paschi di Siena che, con la scalata a Mediobanca, punta a trasformare le imposte differite attive (Dta) in crediti d’imposta come leva per remunerare gli azionisti; dall’altro, l’esecutivo che cerca risorse per coprire spese e sgravi fiscali, contemplando il rinvio (o «congelamento») della possibilità di convertire queste Dta fino al 2027.
Banche, il governo vuole «congelare» i crediti fiscali: Mps rischia minori utili per 300 milioni
Il governo valuta di rinviare la possibilità di trasformare le imposte differite attive (Dta) in crediti d’imposta, ipotesi che non piace al sistema bancario. Il no dell’Abi, Gros-Pietro richiama la stabilità. Salvini: «Flat tax da estendere»







