Nel cuore del dibattito sulla nuova legge di Bilancio si consuma uno scontro che unisce finanza, politica, conti pubblici e mercato: da un lato, il piano ambizioso di Monte dei Paschi di Siena che, con la scalata a Mediobanca, punta a trasformare le imposte differite attive (Dta) in crediti d’imposta come leva per remunerare gli azionisti; dall’altro, l’esecutivo che cerca risorse per coprire spese e sgravi fiscali, contemplando il rinvio (o «congelamento») della possibilità di convertire queste Dta fino al 2027.