Dopo l’ingresso a Gaza delle truppe dell’esercito israeliano, a Roma si scende di nuovo in piazza e lo si fa per ribadire la richiesta di fermare il genocidio messo in atto dallo Stato di Israele. Il primo appuntamento della giornata è stato con gli studenti de La Sapienza, che in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dalla nascita della città universitaria, hanno organizzato un presidio per “rompere il silenzio“, facendo rumore per diversi minuti, scuotendo le transenne messe all’interno del giardino dell’Ateneo, in piazza della Minerva.
“La rettrice Polimeni ha pensato di fare queste celebrazioni proprio nel giorno in cui l’esercito Israeliano invade Gaza City – racconta Riccardo Menicacci del collettivo Cambiare Rotta – noi siamo qui per dire che invece non c’è niente da festeggiare, perché questa università continua ad avere accordi con Israele.”
Il gruppo di studenti è uscito poi dall’Ateneo e si è unito al resto del corteo, partito da piazzale Aldo Moro intorno alle 19 e diretto al centro di Roma, ai Fori Imperiali. Durante il percorso i manifestanti hanno ribadito la volontà di partecipare allo sciopero, lanciato dal sindacato Usb, per il 22 settembre, come ha dichiarato Giorgina Levi, portavoce del Lazio del Global Movement to Gaza: “Quello che è successo è inammissibile, noi aderiamo a tutti gli scioperi.”











