Per la prima volta un organismo investigativo incaricato dall'Onu mette nero su bianco un'accusa durissima nei confronti di Israele: "A Gaza si sta verificando un genocidio".

A questa conclusione è arrivata una commissione presieduta da Navy Pillay, che imputa al governo Netanyahu di volere "distruggere i palestinesi".

Netta la replica dello Stato ebraico: "Inchiesta falsa, condotta da commissari antisemiti che agiscono come rappresentanti di Hamas".

La Commissione Internazionale Indipendente d'Inchiesta delle Nazioni Unite (Coi), che non parla a nome del Palazzo di Vetro, ha pubblicato il suo ultimo rapporto a quasi due anni dall'inizio della guerra e nel giorno in cui l'Idf ha lanciato un attacco di terra su Gaza City per dare l'affondo finale ad Hamas. Dall'ottobre del 2023, secondo gli inquirenti della Coi, le autorità e le forze armate israeliane hanno commesso "quattro dei cinque atti genocidi" elencati nella Convenzione sul genocidio del 1948. Ovvero, "uccidere membri di un gruppo, causare gravi danni fisici o mentali ai membri di un gruppo, infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica in tutto o in parte e imporre misure volte a impedire le nascite all'interno del gruppo". Per gli investigatori le dichiarazioni esplicite delle autorità civili e militari israeliane e i loro modelli di azione militare "indicano che gli atti genocidi sono stati commessi con l'intento di distruggere i palestinesi nella Striscia di Gaza come gruppo".