BELLUNO - La riclassificazione delle strade aspetta le Olimpiadi. Quindi, tutto spostato al 2026. Ed è una buona notizia per chi deve transitare sulle arterie bellunesi, perché vuol dire che non cambierà praticamente nulla per i prossimi dieci mesi, inverno compreso. Notizia forse un po' meno buona per le casse della Provincia di Belluno, che dovrà continuare a pagare anche per la manutenzione di pezzi di asfalto che tecnicamente sarebbero già di Anas da qualche anno. E si sa: il tema strade e risorse annesse e connesse sono da sempre un nervo scoperto per Palazzo Piloni, quanto meno a partire dalla spending review del governo Monti, che ha cominciato a ridurre i trasferimenti statali per la manutenzione delle strade: i 15 milioni sono stati prima tagliati e poi completamente azzerati dalla legge Delrio in avanti. Sicché Belluno ha dovuto fare di necessità virtù in tutti questi anni, continuando a gestire la propria rete viaria tramite Veneto Strade, a cui paga ogni anno più o meno 15 milioni di euro (stessa cifra, senza averla dallo Stato: il calcolo è che dal 2014 a oggi Palazzo Piloni abbia avuto in meno da Roma rispetto a quanto servirebbe qualcosa come 120-130 milioni di euro).