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16 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 20:53
Saranno processati otto “hater” che sui social hanno insultato Liliana Segre, senatrice a vita, sopravvissuta alla Shoah e sotto scorta da anni. Sono stati rinviati a giudizio, con citazione diretta a giudizio da parte della Procura di Milano. La prima udienza è fissata, davanti al Tribunale milanese, per il 19 febbraio del prossimo anno. Si tratta di uno dei filoni della maxi inchiesta coordinata dal pm Nicola Rossato e che, lo scorso aprile, era passata anche per la decisione del gip Alberto Carboni, dopo le istanze di opposizione alle archiviazioni dell’avvocato di Segre, Vincenzo Saponara.
Il giudice, infatti, aveva ordinato alla Procura di identificare, con nuovi accertamenti, le persone che si nascondevano dietro ad 86 account, di iscriverne nove che erano state individuate ma non indagate, tra cui anche Nicola Barreca, che all’epoca era segretario cittadino della Lega a Reggio Calabria. In più, aveva stabilito che il pm doveva formulare l’imputazione coatta, ossia il decreto di citazione diretta a giudizio mandando a processo altri sette indagati. Lo stesso pm, qualche mese prima, aveva chiuso le indagini per la citazione a giudizio, ma solo nei confronti di dodici persone, tra cui No vax e Pro Pal.






