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Ultimo aggiornamento: 18:37

Revocata la semilibertà, concessa nel 2017, a Gilberto Cavallini, 73 anni, ex Nar a gennaio condannato in via definitiva all’ergastolo per la strage del 2 agosto 1980. La decisione è del magistrato di Sorveglianza di Spoleto, che accoglie la richiesta della Procura generale di Bologna. Il magistrato Fabio Gianfilippi ha disposto la cessazione della misura per Cavallini, detenuto a Terni, in seguito alla pronuncia della Corte di assise di appello bolognese che ha rideterminato in 3 gli anni di isolamento, aggiungendone uno dopo l’ultima condanna. Isolamento ancora da eseguire e che, per il magistrato, è incompatibile con la semilibertà.

Cavallini, 72 anni, per l’accusa fornì alloggio a Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, prima del massacro della stazione il 2 agosto 1980 (85 morti e 200 feriti), di aver falsificato il documento intestato a Flavio Caggiula, consegnato da Ciavardini a Fioravanti, e di aver messo a disposizione un’auto da Villorba di Treviso a Bologna e ritorno.

Cavallini è stato condannato all’ergastolo in primo e secondo grado e il pg della Cassazione aveva chiesto la conferma del fine pena mai. Il 23 settembre del 2023 per il quarto Nar: Gilberto Cavallini era arrivata conferma della sentenza di primo grado dei giudici dell’Assise di Bologna che nel motivare la condanna a definirono il massacro della stazione “una strage di Stato”, specificando il ruolo dei “Nar compromessi coi servizi segreti” e sottolineando che “depistaggi” riguardarono sono solo la mattanza del 2 agosto 1980 ma che “sono stati la regola da piazza Fontana a Ustica”.