Le sette associazioni che rappresentano le aziende del turismo organizzato esprimono le loro preoccupazioni dopo la votazione del Parlamento Europeo sulla revisione della «Direttiva pacchetti turistici». I legislatori di Bruxelles sottostimano le conseguenze reali delle nuove regole in via di approvazione finale. Imponendo paletti ed oneri insostenibili alle imprese del turismo organizzato si spinge il consumatore a rivolgersi a canali dove le tutele sono minori, se non inesistenti. Invece di perseguire il principio economico basilare “stesso mercato, stesse regole”, si ampliano le asimmetrie tra operatori della filiera turistica. Non è costruendo un castello di tutele virtuali ed illudendo il consumatore che può dirsi raggiunto l’obiettivo di dare regole funzionali ed effettive ad un mercato importante come quello dei pacchetti turistici. Una situazione che preoccupa Aiav Cna, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet e Fto Confcommercio e Maavi Conflavoro Pmi, associazioni che, su richiesta del ministero del Turismo, hanno fornito analisi, proposte e correttivi. Ora chiedono al Ministro e al Governo - che ha posto il turismo al centro della propria agenda politica - di raccogliere questo ennesimo appello e le istanze di migliaia di imprenditori e di fermare questa ingiustizia, facendo sentire ancora la propria voce nel corso dei triloghi tra rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione Europea sul testo definitivo. «Dall’Europa un provvedimento ingiusto. Governo e ministro del Turismo intervengano subito per difendere imprese e rendere effettive ed eque le tutele dei consumatori - si legge nella nota delle sette organizzazioni -. Difendere il turismo organizzato significa difendere il lavoro, la qualità, la sicurezza dei viaggiatori e la credibilità del Paese».