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L'attore è stato ascoltato in Procura a Roma sul tentativo di estorsione da lui subito dopo la diffusione degli audio privati sui social

"Sono rimasto sconvolto, perché le minacce sono diventate realtà". È quanto avrebbe riferito Raoul Bova al pm della Procura di Roma che indaga sul tentativo di estorsione ai danni dell'attore in relazione alla diffusione non autorizzata di alcuni audio privati, estrapolati da una conversazione con una modella. L'inchiesta procede contro ignoti. Al momento, infatti, non risultano iscritti nel registro degli indagati.

Come riporta il Corriere della Sera, questa mattina Bova è stato ascoltato dal pubblico ministero capitolino per più di un'ora. Nel corso della lunga e corposa deposizione, l'attore ha ricostruito l'intera vicenda. "Quando ho ricevuto la prima telefonata, ho subito capito quale fosse lo scopo di chi mi chiamava. - ha sottolineato il 54enne, che è assistito dall'avvocato David Leggi - Chi fosse al telefono, non lo so. Ma non mi sono intimidito neanche per un secondo". E ancora: "Che fosse una situazione seria, mi è apparso chiaro immediatamente. Ho detto che non mi sarei piegato. Mi sono illuso per qualche attimo che sarebbe finita lì. Però ho subito denunciato".