Robert Redford è morto il 16 settembre 2025, all’età di 89 anni. Attore, regista e ambientalista, ha lasciato un segno profondo non solo nel cinema, ma anche nella sua vita privata, legata alla natura e ai cavalli. Attraverso film come “The Electric Horseman” (“Il cavaliere elettrico”) e The Horse Whisperer (“L’uomo che sussurrava ai cavalli”, e il ranch nel cuore dello Utah, Redford ha vissuto un legame autentico con gli equini che trascendeva il mero ruolo da star e che si è manifestato anche in battaglie contro i maltrattamenti su questi animali.
L’affinità nata da bambino
Redford non è cresciuto in mezzo ai cavalli, ma il suo amore per questi animali affonda radici nell’infanzia. In People We Know, Horses They Love ha detto: “La mia prima volta su un vero cavallo è stata quando avevo cinque o sei anni. Ammetto che era solo un tizio che mi trascinava in giro per il ring durante una cavalcata sui pony, ma è stato amore immediato".
All’età di quindici anni, ha lavorato in una stalla durante una vacanza in Colorado, curando e pulendo cavalli, con “lavori saltuari... toelettatura e cura dei cavalli”, e ha raccontato: “Ho sviluppato un legame con i cavalli e un apprezzamento che andava oltre la soddisfazione di andare in sella”.











