“Ho la coscienza pulita”. Il principe Harry ha chiuso il suo viaggio in Europa trascorrendo le ultime 36 ore in Ucraina, accompagnato da un giornalista del Guardian al quale ha consegnato la sua immagine privata e le sue ultime confessioni prima di tornare in California e soprattutto, dopo aver rivisto suo padre, re Carlo III.
Una scelta inaspettata, visto il rapporto, non semplice, che il duca del Sussex ha con la stampa, soprattutto britannica. E una sorpresa, dopo aver definito i termini di riservatezza dell’incontro con il sovrano mandando in avanscoperta due persone del suo staff che lo scorso luglio hanno incontrato il segretario particolare del re a Londra.
Ma ormai è fatta e il quotidiano di orientamento vicino alla sinistra e da sempre molto critico con la monarchia, ha avuto il privilegio di viaggiare in treno con Harry disposto a vuotare il sacco, a piedi scalzi e bendisposto a dire la sua. Naturalmente il focus del racconto è declinato sul ruolo che gli Invictus Games hanno avuto per lui e per il paese in guerra da anni. “Gli Invictus mi hanno salvato – ha dichiarato apertamente – mi hanno dato una nuova missione”. I giochi in stile para-olimpico dedicati ai veterani sono stati di ispirazione per Harry, che li ha creati per dare a sé stesso, ai soldati e ai reduci “uno scopo” dopo aver combattuto al fronte.










