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Ultimo aggiornamento: 12:46
Willy Monteiro Duarte era “un italiano esemplare”, il cui gesto di “coraggio” e “altruismo”, pagato con la vita, non va dimenticato. A cinque anni dall’omicidio del giovane di Colleferro, ammazzato di botte in piazza, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è andato nel paese romano per commemorare il 21enne di origine capoverdiana, pestato a morte da Gabriele e Marco Bianchi e Mario Pincarelli per aver tentato di difendere un suo amico. “Non vogliamo dimenticare”, ha esordito il capo dello Stato che ha anche incontrato la madre e la sorella del giovane.
“La storia di una comunità è segnata da eventi felici e da lutti e lacerazioni e sacrifici che scuotono le coscienze, Willy è un italiano esemplare per questo è stato insignito alla memoria della medaglia d’oro al valor civile in riconoscimento del suo gesto di coraggio e altruismo a lui il ricordo e dolore di tutti”, ha ricordato Mattarella definendo Willy “un nostro ragazzo ucciso da una violenza cieca e insensata e brutale mentre cercava di difendere un amico”. Voleva – ha sottolineato – “evitare una violenza e la violenza è esplosa contro di lui”.
In questo momento storico, ha detto ancora il presidente della Repubblica, nelle società “ritorna un clima di avversione e rancore di reciproco rifiuto che spesso sfocia nella violenza e giunge all’omicidio”. Viviamo un periodo in cui, sui social e non solo, ha continuato, “vengono amplificate parole di odio che vengono accompagnate da una narrazione per generare sfiducia per provocare conflitti, divisioni e scontri”. E al contrario “sono rifiutate la realtà, il rispetto delle opinioni, la critica civile il diverso da se stessi viene visto come un nemico, un nemico da combattere e abbattere, lungi dal considerare la diversità di opinione una sfida all’approfondimento si ritiene che gli altri debbano essere annientati”.










