L’intelligenza artificiale che sussurra ai burocrati. È il progetto «Sempl-It» della facoltà di Linguistica dell’università del Molise (qui il link) mirato a semplificare il linguaggio delle normative, dei bandi e dei regolamenti della Pubblica amministrazione. «Semplificare per comunicare meglio» è il motto del gruppo di ricerca guidato di Giuliana Fiorentino, docente di Linguistica e direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche sociali e della formazione dell’Università del Molise, che per tre anni ha lavorato su questa idea: rendere comprensibili a tutti le «regole» per partecipare a un concorso oppure a un appalto, o anche per avviare una pratica. Il servizio è accessibile a tutti, on line. Gratis. «Siamo un ente pubblico e lavoriamo per l’interesse della collettività», tiene a precisare la docente.
L’intelligenza artificiale? Dieci esempi per capire come e perché è già entrata nelle nostre vite
«L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile», aggiunge Fiorentino, che ha coordinato il lavoro di otto tra ricercatori (linguisti e giuristi) e tecnici informatici, incaricati di generare i «prompt» e modelli di istruzione per l’intelligenza artificiale. Il progetto ha beneficiato anche di spunti «raccolti in convegni internazionali, in Austria e Germania», ma soprattutto da una ricerca dell’Università di Basilea. Il risultato fa sorridere, o infuriare, a seconda dei punti di vista: l’italiano utilizzato nelle comunicazioni delle istituzioni della Confederazione svizzera è più chiaro del nostro.







