“Èsolo erba sintetica, non fa niente”. Me lo ha detto un ragazzino di 13 anni, in seduta. Sorriso sfrontato, occhi bassi, quell’oscillazione continua tra il voler sembrare grande e il restare bambino. Parlava dello Spice, la droga che circola su TikTok e che qualcuno spaccia, in tutti i sensi, come una “cannabis leggera”. Ma lo Spice non è erba. Non ha nulla di naturale.
Cos’è Spice
È una miscela di foglie secche impregnate di cannabinoidi sintetici, molecole create in laboratorio, fino a 100 volte più potenti del THC. L’aspetto è innocuo, quasi banale, come una tisana dimenticata sul fondo di una busta. Ma gli effetti non lo sono: tachicardia, convulsioni, allucinazioni, paranoia, psicosi durature, danni cerebrali permanenti. In alcuni casi, morte improvvisa. Il nome è esotico, rassicurante: “Spice” sembra un soprannome da fumetto. E su TikTok diventa intrattenimento: video veloci, ironici, normalizzanti.
“Se è sui Social non fa male”
È così che ragazzi di 13, 14 anni ci cascano: attratti dal brivido, convinti che se sta su un social non possa essere così grave. Ma oggi lo spacciatore non è più l’uomo all’angolo della strada: è un algoritmo. Non offre bustine in un vicolo, ma suggerisce contenuti in un feed. Il risultato, però, è lo stesso: la sostanza arriva, il rischio resta.






