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Decide il croato mentre i compagni sbattono su quattro pali. Nel finale il Var nega un rigore ai rossoneri: rosso ad Allegri

Se quattro pali vi sembran pochi, allora non è il caso di meravigliarsi dello striminzito 1 a 0 del Milan sul Bologna perché meriterebbe un punteggio molto più largo e convincente. Segno di un calcio concreto e pulito, in qualche ripartenza anche spettacolare, indirizzato dal talento straordinario di Luka Modric, autore del sigillo decisivo e un autentico mattatore. Gioca proprio bene il Milan di Allegri e il Bologna non è capace di procurargli affanni perché difende con le unghie e con i denti nonostante il ko di Maignan e la rinuncia a Pavlovic dopo l'intervallo. Che non si parli di corto muso.

Quattro mesi dopo la finale di coppa Italia che tolse al Milan il trofeo stesso oltre che la partecipazione alle coppe europee, rieccoli di fronte avvinghiarsi con circospezione Milan e Bologna. Allegri, a causa di assenze e ritorni ritardati dalle nazionali, disegna un 4-4-2 molto razionale mentre Italiano risponde con la mossa annunciata, Fabbian sulle piste di Modric che non sembra soffrirne particolarmente e con il palleggio ritmato da dietro per tentare di liberare il proprio attacco. A dire il vero è il Milan a farsi subito vivo con un paio di sortite dei suoi centrocampisti al tiro (in un caso la trattenuta di Zortea su Rabiot lanciato in area procura qualche malumore), deviati in angolo, e con Estupinan che a metà frazione coglie il palo lontano di Skorupski, imitato a fine tempo da Gimenez (su angolo di Modric, deviazione di testa di Loftus-Cheek ripresa dal messicano). L'unico rischio corso dal Milan nasce da una pessima rimessa laterale con palla finita a Cambiaghi in gol ma in netto fuorigioco. Piuttosto, durante l'intervallo, sono i tre gialli collezionati dal Milan a preoccupare Allegri (Estupinan, Tomori e Saelemaekers) e a suggerirgli la prima sostituzione che però riguarda Pavlovic (per motivi fisici) per il debutto De Winter.