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Marcell lentissimo in semifinale riflette sul suo futuro. Il peggior Gimbo di sempre nell’alto, ma vuole i Giochi 2028
Com'è triste Tokyo quattro anni dopo per i leggendari Jacobs e Tamberi. Lo sprinter che sbancò i 100 ora esce di scena in semifinale, il saltatore in alto vede solo entrare in finale l'emergente Sioli. Il logorio e l'età inesorabile che non perdona riporta i due giganti olimpici ancora vicini ma con sfumature diverse a proposito del rispettivo futuro. Mentre Gimbo insiste (e resiste) rilanciando verso Los Angeles 2028, un Marcell logorato medita di smettere. Lo dice paradossalmente dopo il 10.16 con cui resta fuori dalla finale dei 100, nella stessa pista in cui ha vissuto le medaglie più pesanti ed entusiasmanti della storia dell'atletica azzurra. "L'anno scorso, dopo aver vinto l'oro agli Europei ed essere ritornato in una finale olimpica, mi ero fatto una promessa. E cioè che se avessi fatto un'altra stagione difficile, non so se ne avrei ricominciata un'altra". Parole di addio per il velocista di Desenzano, reduce da una stagione complicatissima dal punto di vista fisico. "Venire qui è stato un azzardo e speravo che la magia di Tokyo potesse darmi quel qualcosa in più. Ora ho bisogno di liberare un po' la testa e vedere se ne vale la pena di continuare. Quando guardi il risultato e leggi 10.16 sul tabellone, pensi: questo è un tempo che correvo quando ancora ero un saltatore in lungo". E poi la frase che non ti aspetti, seppur detta con un mezzo sorriso: "Forse sarebbe meglio che nella 4x100 gareggiasse qualcun altro al posto mio per fargli fare esperienza". Infine, Jacobs dichiara: "La prossima stagione c'è un Europeo e magari vincere tre ori di fila non sarebbe male. Ma ne vale la pena continuare a soffrire? La parte più difficile in questo momento è proprio questa. I miei figli mi vogliono a casa, mentre mia moglie mi sprona a continuare, però vediamo".












