«Siete sempre quelli dell’olio di ricino!». «Siete rimasti a Stalin!» «Difendete Askatasuna!» «E allora, Casa Pound?». Mica tanta Festa, mica tanta Unità. Rimbomba, anche il giorno dopo, la schermaglia tra il ministro Paolo Zangrillo e alcuni torinesi che assistevano al dibattito sulla cittadinanza. Zangrillo e Forza Italia ribadiscono, il Pd replica. È intervenuto anche Ignazio La Russa per esprimere solidarietà a Zangrillo. Dunque? Se ne potrebbe uscire? Lo abbiamo chiesto a Marcello Mazzù, segretario del Pd a Torino: «Il nostro intento era e resta costruire dialogo, non accettiamo lezioni di democrazia da parte di chi, invitato da noi, è venuto qui a provocare».

Dunque, secondo lei il ministro se l’era preparata?

«Tutto bene finché Zangrillo non ha paragonato le code per il permesso di soggiorno a quelle per il passaporto. Eh no, è una scemenza bella e buona».

Zangrillo fischiato alla Festa dell’Unità sulla sicurezza. Il ministro al pubblico: “Vergognatevi”

di Andrea Gatta