Non passa mese – a volte perfino settimana – senza che gli sviluppatori di WhatsApp non mettano in cantiere qualche interessante aggiornamento per migliorare la piattaforma. Ultimi esempi in tal senso, l’uso rapido di Meta AI per smontare le fake news e l’accesso a conversazioni one-to-one anche per i non iscritti al servizio. All’origine di tali operazioni, tipicamente, specifiche richieste da parte degli utenti (ben tre miliardi a livello globale). Di una delle più frequenti tuttavia non c’è ancora traccia: la possibilità di programmare i messaggi, disponibile invece da tempo sulla rivale Telegram (e non solo).