Lo sconfinamento di sabato di un drone russo in territorio romeno non è certo il primo episodio che vede Bucarest coinvolta nella guerra tra Mosca e Kiev. Ieri però, dopo il precedente polacco, le autorità romene hanno convocato l’ambasciatore di Mosca e hanno annunciato che solleverà il caso all’Assemblea generale dell’Onu. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, più volte i caccia Nato hanno dovuto alzarsi in volo nei suoi cieli. Poi, nel settembre 2023 sono stati documentati svariati attacchi con droni nei pressi del Delta del Danubio. Gli abitanti della regione ci hanno raccontato di aver visto bagliori in cielo, sentito colpi di armi da fuoco e di essere corsi nei pochi rifugi fatti costruire in fretta e furia. A pochi chilometri dai villaggi della regione paludosa si trova il complesso ucraino petrolifero di Izmail, snodo per le importazioni di carburante destinato in gran parte ai depositi militari interni che riforniscono le forze meccanizzate di Kiev. Inoltre, con le rotte commerciali ucraine interrotte, il porto di Costanza è diventato un canale chiave per i mercati globali del grano ucraino e di altri beni.