La 77a edizione degli Emmy Awards andata in onda dal Peacock Theater di Los Angeles e che ha visto premi assegnati in più di due dozzine di categorie – serie drammatiche, commedie, speciali dal vivo, reality e talk show – ha portato una ventata di novità nel panorama televisivo, con molti premi assegnati a nuovi vincitori, anche se alcuni di loro sono volti famosi da molto tempo. La sfida più importante, quella per la migliore serie drammatica, vedeva affrontarsi due prodotti completamente diversi, da una parte "The Pitt" dramma medico ambientato in un fantasioso pronto soccorso della Pennsylvania durante le dodici ore del turno intero del suo personale medico; dall’altra "Severance" cervellotica e surreale serie che racconta la storia dei dipendenti di una misteriosa azienda, la Lumon Industries, che si sottopongono volontariamente a una procedura che separa la loro coscienza lavorativa da quella della loro vita privata. A spuntarla è stata "The Pitt" con un Emmy più che meritato, testimone di un successo di pubblico e anche di critica e a cui si riconosce il merito di aver preso una delle formule più vecchie della TV - il dramma ospedaliero - e di averlo reso urgente e attuale. Un Emmy è andato anche al suo protagonista Noah Wyle che in "The Pitt" interpreta l’empatico e molto umano dottor Michael Robinavitch (e che è anche produttore esecutivo). "Che sogno essere qui", ha detto l'attore stringendo il premio. Pur essendo già stato candidato cinque volte tra il 1995 e il 1999 come migliore attore non protagonista nei panni del giovane medico John Carter nella mitica serie "E.R”, Wyle non aveva mai vinto, e quello di domenica sera è anche forse un po’ un risarcimento, ancora di più perché ha battuto una concorrenza che includeva Adam Scott per "Severance", Pedro Pascal per "The Last of Us", Sterling K. Brown per "Paradise" e Gary Oldman per "Slow Horses". Katherine LaNasa - che nella serie interpreta l’infermiera di grande esperienza Dana Evans – ha anche lei ottenuto la sua prima vittoria come attrice non protagonista in una serie drammatica. Nel ringraziare, ha citato le vere infermiere che l'hanno ispirata nel ruolo, così come Wyle ha dedicato il premio a tutti quelli che per lavoro fanno i turni. L’altra grande vittoria della serata spetta alla serie "The Studio", creata e interpreta dal comico Seth Rogen. La serie che prende in giro Hollywood e i suoi personaggi ha ottenuto quattro premi tra cui quello per migliore serie comica e quello a Rogen per migliore attore in una commedia, a cui vanno aggiunti i nove Emmy più tecnici già consegnati.