Sarà bene che al Palazzo di Vetro si preparino a un approfondito esame di coscienza e vocazionale. La più rappresentativa delle organizzazioni internazionali si ritrova declassata nientemeno che da Papa Leone XIV, che si esprime sulle crisi internazionali in un’intervista al quotidiano online statunitense Crux, i cui contenuti sono stati diffusi solo parzialmente, ma promettono di lasciare il segno. Il Santo Padre parla di rado con la stampa, tanto che il colloquio di tre ore in inglese con la giornalista Elise Ann Allen, risalente al 30 luglio scorso, sarà il primo a essere pubblicato, all’interno di una biografia, in uscita in lingua spagnola il 18 settembre e disponibile in edizione inglese e portoghese dall’inizio del 2026.

Finora solo poche parole, ma autorevoli, sugli sforzi per la pace che, se si rivelano inutili, è anche perché «in teoria, le Nazioni Unite dovrebbero essere il luogo in cui molte di queste questioni vengono discusse». Peccato che, osserva il Pontefice, ormai «sembra esserci un riconoscimento generale del fatto che le Nazioni Unite, almeno a questo punto, abbiano perso la loro capacità di multilateralismo». Sembra avere più carte da giocare la millenaria esperienza vaticana, insomma. Sua Santità ammette che il compito è difficile: «Sto imparando molto sul ruolo che la Santa Sede ha svolto nel mondo diplomatico per molti anni», ma «tutto questo è nuovo per me in termini pratici».