Che ore sono? Sembra la domanda più facile del mondo, ma coinvolge sempre di più l’incertezza. Ed è una cartina di tornasole della nostra fragile dipendenza dalla tecnologia che diamo per scontata ma che potrebbe rivelarci delle sorprese. La risposta a questa domanda ha occupato almeno gli ultimi 700 anni, da quando gli orologi sono comparsi nella vita europea, tra il Nord Italia e il Sud della Germania. Condividiamo la paternità della più grande invenzione dell’umanità, quella da cui dipende tutto il resto della tecnologia. Il più antico orologio campanario al mondo ancora funzionante si trova a Chioggia, non a caso: Venezia esportò subito in Asia la nuova invenzione. A Milano esiste ancora una magica Via delle Ore, perché da lì si poteva scorgere la prima torre dell’orologio. Come scrisse lo storico dell’economia Carlo M Cipolla con l’orologio è nata l’industria meccanica di precisione.
Che ore sono? Una domanda non più scontata
Stiamo perdendo la precisione: gli attacchi alle reti Gps (come quello che ha costretto l’aereo di von der Leyen ad atterrare con le carte) mettono in dubbio la possibilità di avere un riferimento dallo spazio, basato anche sulla teoria della relatività di Einstein







