Già adesso è il Capo di Stato più longevo della nostra Repubblica, eletto la prima volta nel 2015, confermato nel 2022, fine mandato nel 2029. Una personalità politica che ha conquistato credibilità internazionale anche in ragione della coerenza rispetto ai valori cardine dell’Occidente e del modo fermo ma pacato in cui si è sempre speso per difenderli. Non parla tanto, il Presidente Mattarella, specie in questo 2025 così cupo e minaccioso, e comunque senza mai rinunciare alla cautela che è un suo tratto distintivo. Qualche giorno fa, da Lubiana, ha però dismesso i toni prudenti e ha speso parole nettissime contro chi ci sta mettendo in pericolo. Droni russi avevano appena violato lo spazio aereo della Polonia (succederà di lì a poco anche sulla Romania) e Israele si era spinta a bombardare il Qatar, 1.800 chilometri di distanza, per colpire dei leader di Hamas. Condannando con esplicita durezza entrambe le azioni, Mattarella le collega e le trasforma in un allarme rosso: «Ci si muove ormai su un crinale. Il mondo rischia di scivolare nel baratro come nel 1914. Nessuno allora voleva far scoppiare la Guerra mondiale ma l’imprudenza dei comportamenti provoca prospettive gravi». E ancora, mirando con maggiore precisione, denuncia come inaccettabile il massacro di Gaza e l’intenzione di annettere parte della Cisgiordania («rendendo impossibile una soluzione politica in quella regione, a vantaggio anche della sicurezza di Israele»).