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L’assassinio di Charlie Kirk è stato il caso più importante che Kash Patel si è trovato a gestire da quando Donald Trump l’ha nominato capo dell’FBI, lo scorso gennaio: per ora ne sta uscendo parecchio male. Patel ha comunicato in modo imprudente e discutibile, facendo fare all’agenzia investigativa federale una figuraccia e finendo ai margini delle indagini. Questo ha rimesso in discussione le sue capacità come direttore dell’FBI, un incarico che ha ricevuto grazie alla sua fedeltà politica verso Trump e nonostante avesse relativamente poca esperienza nel mondo dell’intelligence.
Il principale errore di Patel è stato creare ulteriore confusione in un momento di per sé già molto caotico. Mercoledì, poche ore dopo l’omicidio di Kirk, Patel aveva scritto su X che era stato arrestato il presunto attentatore. Non era vero, e poco dopo aveva dovuto rettificare (l’arresto del presunto assassino è stato comunicato venerdì).
L’annuncio di Patel non era soltanto irrituale (storicamente l’FBI è sempre stata cauta, soprattutto all’inizio delle indagini, quando non tutte le informazioni sono affidabili), ma non era neppure stato concordato con i suoi collaboratori. Secondo due fonti rimaste anonime, citate dal New York Times, Patel avrebbe deciso di scrivere sui social di sua iniziativa, dopo aver parlato con alcuni agenti, senza avvisare i suoi collaboratori.














