Terence Crawford in lacrime mentre in ginocchio ascolta il verdetto che lo proietta nella storia del pugilato. E’ l’immagine del riscatto dell’uomo di Omaha, il taciturno, il pugile poco personaggio dalla immensa classe. Nello stadio Allegiant di Las Vegas gremito da oltre settantamila spettatori, batte l’idolo del Messico Canelo Alvarez e si prende le quattro cinture dei supermedi (wbc, Wba, Ibf e Wbo). Aveva portato a termine la stessa operazione nei superleggeri e nei welter, è il primo in campo maschile a conquistare tre mondiali unificati da quando ci sono 4 sigle.

La consacrazione di Crawford

La consacrazione definitiva per Crawford arriva solo a 37 anni. Eppure era tempo, sin dal primo titolo conquistato (per la Wbo) nei leggeri, che gli addetti ai lavori avevano capito di che pasta fosse fatto. Il suo problema – non da poco a dire il vero – era quello della popolarità. Aveva creduto in lui Bob Arum salvo poi ricredersi. “Con i soldi che ho perso con lui mi sarei potuto comprare una villa a Beverly Hills”, ebbe a dire il vecchio Bob.

L’appuntamento con la sorte

Crawford però non ha mollato e ha finalmente avuto il saldo tutto in una volta. L’anticipo la sorte glielo aveva dato quando, durante una partita dadi, un proiettile peraltro non diretto a lui lo aveva preso in testa. questione di centimentri e sarebbe finita.