C'è questo dibattito sul federatore.
Fioccano i candidati, gli autocandidati, gli pseudo-candidati a unire il centro e magari tutto il centrosinistra, alle elezioni del 2027.
Dario Franceschini, senatore Pd, ex ministro, spesso e volentieri tirato in ballo come ispiratore di grandi manovre politiche, dal palco della festa nazionale dell'Unità a Reggio Emilia ha tagliato corto: "Per 30 anni destra e sinistra hanno pensato che servissero personalità di centro per vincere le elezioni.
Ma il mondo è cambiato. Più che candidato di centro serve una personalità forte, alternativa alla destra". Il discorso si stava avvitando sulle modalità con cui scegliere il candidato premier del centrosinistra. Ed è cascato in mezzo a retroscena che un giorno sì e uno no si dedicano al ruolo di personalità come l'ex direttore delle Entrate Ernesto Maria Ruffini o l'ex premier Paolo Gentiloni. Ma l'elenco è lungo.
Accanto a Franceschini c'era il presidente del M5s, Giuseppe Conte, applaudito all'ingresso della festa del Pd e che è apparso spesso in sintonia col compagno di palco. "Coi governi tecnici abbiamo dato", ha detto Conte. "Anche noi", ha chiosato Franceschini. E ancora Conte sul candidato premier: "non sarà questo un problema per quanto riguarda il M5s e il sottoscritto".









