Partite fuori casa per Elly Schlein e per Giuseppe Conte.
Al circo Massimo a Roma, la segretaria Pd è stata ospite alla festa del Fatto Quotidiano, con un pubblico non tutto targato Cinque stelle, ma quasi.
E con la parte non targata M5s piuttosto critica col Pd. Mentre Conte si è confrontato col senatore Pd Dario Franceschini alla festa nazionale dell'Unità a Reggio Emilia: il presidente del M5s è stato accolto da un lungo applauso. E' vero che Pd e M5s sono alleati nelle sette regioni prossimamente al voto, ed è vero che le battaglie comuni non mancano, anche in politica estera, specie sul Medio Oriente. Però la guerra in Ucraina divide.
Divide il Pd dal M5s. E divide anche di più il popolo del Pd dal popolo del Fatto. E allora sono state scintille. Quando Schlein ha detto che "è stato Putin a muovere l'invasione", dalla platea sono partiti i fischi e i "buu". Come quando la segretaria l'ha presa larga rispondendo alla giornalista Wanda Marra che le aveva chiesto se quello in corso a Gaza sia un genocidio. Per calmare gli animi, non sono bastati i richiami al pubblico dell'altro moderatore, Antonio Padellaro. E' servito l'intervento del direttore, Marco Travaglio, salito sul palco per chiedere "Rispetto. L'ho invitata per dire quello che pensa lei - ha spiegato - non quello che pensiamo noi". Come a sottolineare, comunque, che quello che pensa lei non è quello che pensa il Fatto. Ma anche gli applausi non sono mancati. Specie quando nel mirino c'è finito il governo. E anche Azione.







