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13 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:27
Codice fiscale e dichiarazione Isee o Dsu non saranno più necessari per iscrivere i propri figli ai servizi dell’infanzia offerti dal Comune di Milano. La sentenza del Tribunale Civile di Milano ha riconosciuto la condotta “discriminatoria indiretta” del Comune meneghino nei confronti dei figli di cittadini stranieri, non in regola con il permesso di soggiorno.
Come riporta Fanpage.it, il procedimento è nato dal ricorso presentato dall’Associazione Naga, che contestava l’iter di iscrizione ai servizi per l’infanzia della città. La procedura, come descritta dai Comunicati del Comune, prevedeva la necessità per i genitori stranieri di avere il codice fiscale e di produrre dichiarazioni Dsu ed Isee. Queste servivano per determinare l’ammontare della retta e delle quote di partecipazione alle spese, anche di refezione. I Comunicati, però, non tenevano in considerazione il fatto che i genitori senza permesso di soggiorno non avessero tali documenti e dichiarazioni. Da qui è nata la volontà di presentare ricorso per “condotta discriminatoria” del Comune.







