«Il green pass era una scelta politica e rappresentava un ricatto per far vaccinare le persone». Il triestino Stefano Puzzer, leader della protesta contro la certificazione anti Covid, non perde il suo spirito battagliero a poche ore dalla lettura della sentenza della Cassazione che gli dà ragione. Il suo licenziamento operato dall’Agenzia portuale il 16 aprile 2022 era illegittimo, hanno scritto i giudici di ultima istanza. Puzzer, all’epoca dei fatti, aveva deciso di non adeguarsi all’obbligo di esibire il green pass all’ingresso del porto, pur essendone in possesso. Lui stesso aveva dichiarato di essere stato positivo al Covid. Aveva così fatto una lunga assenza dal lavoro senza alcuna giustificazione ed era stato licenziato. Non ha mai ceduto bella sua battaglia: «All’epoca del mio licenziamento anche il contesto era particolarmente ostico: c’erano due mondi divisi tra i favorevoli e contrari al vaccino» attacca Puzzer.