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Ultimo aggiornamento: 15:48

Al Circo Massimo, alla Festa del Fatto Quotidiano in corso fino a domenica 14 settembre, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dal 2022, ha preso la parola in un incontro molto atteso. Giurista internazionale, da anni impegnata a denunciare le violazioni dei diritti umani in Palestina, Albanese ha ribadito la centralità del diritto come ultimo argine prima della violenza.

“Grazie di essere qui nonostante la calura e grazie al Fatto Quotidiano, non solo dell’invito ma anche per rimanere un punto di resistenza per l’informazione corretta”, ha esordito, spiegando poi le ragioni del suo incarico Onu: “Dal primo maggio 2022 sto servendo, pro bono, le Nazioni Unite come esperto tecnico a cui è stato richiesto di monitorare, documentare e fare relazione sulle violazioni del diritto internazionale commesse da Israele nei territori occupati”.

Il cuore dell’intervento è stato dedicato al linguaggio usato per raccontare Gaza. “Già parlare di guerra contro Gaza non è corretto. Ci sono state operazioni nel 2008, nel 2012, nel 2014, poi le proteste represse nel 2018 e ancora nel 2021, nel 2022. Abbiamo sbagliato a chiamarle guerre, perché è un’anomalia”. Il diritto, ha aggiunto, non è solo un insieme di norme ma di parole: “Non si può fare la guerra nei confronti della popolazione occupata. Nel momento in cui si fa si entra in un’altra categoria che è quella dell’aggressione, che si riconosca o no lo Stato di Palestina”.