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13 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:25

Anche l’Italia sta valutando di aderire all’operazione “Sentinella Orientale” (Eastern Sentry), avviata dall’Alleanza Atlantica dopo lo sconfinamento di droni russi nei cieli polacchi. Nonostante il contributo già significativo alla difesa del fianco orientale della Nato – con 2mila uomini, quattro caccia F-35 nella base estone di Ämari, aerei da ricognizione radar e un sistema missilistico Samp-T – il nostro Paese potrebbe incrementare il proprio sforzo militare. Verranno schierati due nuovi caccia, probabilmente degli F-35, in alternativa degli Eurofighter. Inoltre, il periodo di permanenza del sistema di difesa aerea Samp-T, già dispiegato in Estonia, sarà allungato. Così come rimarrà operativo più a lungo del previsto il jet-radar Caew, importante per la sorveglianza aerea.

Sebbene non ancora formalizzata nei dettagli con l’Alleanza Atlantica, la decisione di partecipare all’operazione è stata anticipata da alcuni funzionari del governo a Corriere e Repubblica. Il governo Meloni la considera una mossa quasi obbligata sul piano militare, politico e diplomatico: l’adesione di Germania, Francia e Gran Bretagna all’operazione, ha messo pressione sull’esecutivo, che si sta giocando un ruolo diplomatico di primo piano nel sostegno a Kiev.