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In un docufilm la vita del dirigente sportivo e imprenditore. Tutta all'insegna di un colore: "La Ferrari la cosa più importante". Le lacrime di Ferrari e Agnelli

Non possono certo bastare cento minuti per raccontare la vita meravigliosa di Luca di Montezemolo. Ma in Luca: seeing red, il docufilm in cui l'ex conduttore di Top Gear, Chris Harris, gli fa raccontare (in inglese) la sua vita, proiettato in anteprima a Milano l'altra sera, si scopre anche un Montezemolo inedito, quello che si occupa del Ranch di famiglia sulle colline bolognesi e che qualche inverno fa ha pure salvato una quercia di 300 anni che si stava spezzando sotto il peso della neve. "Dopo la mia famiglia, la Ferrari è stata la cosa più importante della mia vita", ripete tra i ricordi.

Villa Fungarino, la sua villa bolognese, è il centro del documentario firmato da Christopher M. Armstrong e Manish Pandey e nei suoi anni d'oro in Ferrari è stata il centro della Formula 1. Qui incontrò per la prima volta Jean Todt che si presentò in Mercedes rischiando di far saltare tutto, qui venne a cena Ayrton Senna pochi giorni prima di morire a Imola, quasi promettendo che a fine anno si sarebbe liberato della Williams: "Era seduto su quella poltrona. Aveva un contratto con la Williams, ma anche se non me lo disse, sentivo che non era felice in quella squadra. Mi disse che il contratto non sarebbe stato un problema, che voleva guidare per la Ferrari e avrebbe trovato il modo per liberarsi a fine stagione. Abbiamo cenato insieme, abbiamo parlato di tutto, del Brasile, dell'Italia, della famiglia... pochi giorni dopo ero qui davanti alla televisione quando a Imola... è stato terribile".