Era andata a dormire in uno stabile abbandonato, la notte del primo settembre, non lontano dalla stazione ferroviaria di Padova.

Con lei c'erano altre due persone, tra cui un uomo che le aveva offerto delle pastiglie e poi l'aveva violentata. Vittima dell'aggressione una donna di 55 anni, originaria del Friuli Venezia Giulia. La donna, che non conosceva la città, si è recata in stazione per denunciare la violenza alla polizia ferroviaria.

Non ha saputo indicare lo stabile dove ha subito l'aggressione ma ha descritto l'autore della violenza, che probabilmente aveva conosciuto poco prima. Da lì, gli agenti della Polfer sono riusciti a risalire alla sua identità: si tratta di un trentasettenne romeno senza fissa dimora, già noto alle forze dell'ordine a causa di diversi precedenti penali e di polizia per stupefacenti e reati contro il patrimonio, commessi prevalentemente a Padova.

L'uomo è stato rintracciato qualche giorno dopo, il 5 settembre, all'interno della stazione che frequentava abitualmente. Bloccato, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria poi convalidato con l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

Per quanto non si conosca con precisione il luogo della violenza, l'arresto è stato effettuato in un quadrante di città che più di una volta negli ultimi anni è stato al centro di fatti di cronaca: l'area della stazione di Padova, da febbraio a maggio, era stata la prima "zona rossa" in Veneto. In seguito, era rimasta soggetta a servizi di prevenzione "ad alto impatto".