Apoche ore dal Natale del 2023 la guglia del campanile della chiesa di Novalesa spezzata in due da una raffica di fohen particolarmente violenta divenne il simbolo di quella giornata, segnata come altre negli ultimi anni, dal forte vento in Val di Susa. «Ero appena uscito dalla parrocchia quando la croce e la punta del campanile si sono schiantati a terra a pochi metri da me: quella sera mi è andata bene, non era evidentemente ancora giunta la mia ora» ricorda il parroco don Luigi Crepaldi, nell'aprire le porte della chiesa di Santo Stefano, avvolta da alcune ore dai ponteggi dell'impresa che in circa un mese dovrà porre rimedio ai danni di quella serata d'inizio inverno.

«Speriamo che gli artigiani facciano in fretta, perché attendiamo da tempo questo importante intervento: la popolazione qui è molto legata alla bella chiesa di Santo Stefano, ed è un dispiacere vedere il campanile ridotto così». prosegue il parroco. Che spiega: «L'allestimento dei ponteggi, iniziato l'altro giorno, sotto la supervisione dell'architetto e dei funzionari della soprintendenza, è stato molto rapido». Ora però arriverà la parte più delicata dei lavori: «Attendiamo con impazienza l'opera e la posa finale della nuova croce, che sostituirà quella installata durante i restauri del 2005, andata distrutta. La nuova - sottolinea don Crepaldi - sarà un elemento in metallo molto più slanciato e posizionato trasversalmente rispetto alla direzione dei venti, per evitare nuovi incidenti».