Avete presente le barzellette degli studenti di Stem che iniziano con “ci sono un fisico, un matematico, un ingegnere e un informatico alle prese con un problema da risolvere?": è più o meno la premessa del film satirico Mountainhead, ora disponibile su Sky e Now. Quattro miliardari del settore tech – tre sono gli uomini più ricchi del mondo – si riuniscono nell'immensa dimora sulla cima di una montagna innevata di uno di loro per discutere del futuro del pianeta. In realtà, meditano su come sfruttare una crisi globale per diventare ancora più ricchi, finendo per invischiarsi in un gioco mortale di gatto e topo. Scritto e diretto dallo Jesse Armstrong di Succession, colto e verboso come se fosse scaturito dalla mente dell'Aaron Sorkin di The Social Network ma spiritoso e ferocemente farsesco, potrebbe essere davvero la replica di una serata tra i tech-bro Zuckerberg, Musk, Altman e Jobs: in questo senso, più che una spietata satira moderna, Mountainhead sembra un social horror fin troppo realistico.Hbo/SkyVenis (Cory Michael Smith) l’uomo più ricco della Terra, è il fondatore odioso e insicuro di Traam, un social in grado di creare fake news tramite l'intelligenza artificiale generativa. Gli utenti lo usano per creare video falsi così realistici e violenti da instigare la paranoia nel mondo, provocando la morte di migliaia di persone e la crisi politica globale. Jeff (Ramy Youssef) ha creato Bilter, un’Ai in grado di individuare le fake news e la persona che potrebbe salvare Venis dall’intervento del governo. È l’unico apparentemente dotato di moralità – o almeno di una briciola di coscienza - del gruppo. Randall (Steve Carell) fornisce armamenti intelligenti ed è il mentore degli altri tre. Hugo, detto Souper (Jason Schwartzman) è il wannabe del gruppo: è un milionario che sogna di diventare miliardario grazie alla sua app di meditazione Slowzo. Servile, sottomesso e affetto da complessi di inferiorità, è disperatamente geloso degli altri. In ritiro presso l'abitazione di quest'ultimo per un weekend di poker, i quattro, in modalità doomscrolling, seguono dai loro smartphone le notizie – chissà quali vere e quali no – delle catastrofi provocate da Traam.Hbo/SkyQuella che nasce come una riflessione su come cavare dai guai Venis e convincere Jeff a mettere da parte i propri principi per aiutarlo si trasforma in un intenso brainstorming volto a escogitare come fare ancora più soldi sfruttando il caos mondiale. Ognuno è interessato esclusivamente a portare avanti il proprio obiettivo: in particolare, Randall, malato e accecato dalla paura della morte, manipola Venis per convincerlo a usare la sua Ai per renderlo immortale caricando la sua coscienza in un cloud e per farlo, cerca di convincere tutti che il collasso della società sia vantaggioso per il progresso. Il metodo più lucroso e veloce è collaborare a un colpo di stato internazionale che permetta loro di prendere il potere. L'esito potrebbe essere la trama del prequel di Alien: Pianeta Terra, dove una manciata di big tech si sono spartite il mondo. Nello spinoff di Alien, il genio tech Boy Kavalier è amorale, psicopatico e totalmente incurante delle vite altrui proprio come i nostri quattro “eroi”. Tuttavia, Mountainhead non è una serie di fantascienza: è uno sguardo su quello che potrebbe essere davvero un weekend tra Musk e altri tech bro egocentrici e arroganti.Hbo/SkyLa prima parte segue le prime ore della reunion del quartetto: immersi in uno sfarzo cafone e asettico, circondati di vettovaglie bastanti per un reggimento (sono incuranti delle vite umane, figuriamoci degli sprechi alimentari), alternano insulti e offese con abbracci e complimenti. All’inizio sembrano solo stravaganti ricconi che controllano una buona fetta del mondo (e vogliono controllarne di più) e amano intraprendere conversazioni colte citando la storia romana - da Marcantonio a Ottaviano - e i grandi filosofi - da Kant a Platone a Nietzsche; man mano si rivelano mostri che cercano di giustificare i loro deliri di onnipotenza travisando la storia e la filosofia. Sorge fortemente il dubbio che i loro analoghi, nella realtà, sarebbero in grado di ideare scambi verbali così brillanti, dotti e spiritosi, ma ad Armstrong interessa mantenere l’attenzione del pubblico, per mostrargli il vuoto cosmico morale dei mostri di avidità che hanno in mano il destino del mondo, e lo governano senza alcun senso di responsabilità.Hbo/SkyIl loro sistematico rifiuto di ogni responsabilità e del rispetto del prossimo è disgustoso, ma più oscena è la loro arroganza nel credere che spetti a loro decidere le sorti del pianeta e ancor più raccapriccianti sono i loro tentativi di monetizzare la fine del mondo che loro stessi hanno provocato. Nella prima parte del film a dominare sono i dialoghi che esplicano quanto sopra, con i protagonisti che si prestano a una satira verbosa e intensa, da camera, intrisa di humour nero. Nella seconda metà, la decisione di eliminare fisicamente uno dei membri della cerchia trasforma la commedia nera in una farsa, una pantomima che rivela la stupidità, la pavidità e l’inettitudine di ometti che non riuscirebbero a sopravvivere là fuori, nel mondo vero, per più di qualche ora. Mountainhead si chiude su una nota finale agghiacciante e sibillina, lasciando una sola certezza: questi sono i padroni del mondo, e sono davvero così.
Mountainhead è una feroce satira moderna sulle Big tech, ma sembra più un social horror fin troppo realistico su Musk & co.
I tech-bro amorali, avidi e megaricchi che detengono il potere nel mondo si riuniscono per decidere il futuro del pianeta nel primo film scritto e diretto da Jesse Armstrong di Succession







