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Il conduttore non ha timore a usare la parola genocidio per quanto riguarda Gaza. Mentana, invece, preferisce riflettere su quella parola così tanto grave e profonda di significato
L'uso della parola genocidio, Israele, Gaza e la polveriera in Medio Oriente. Sono tanti e delicati gli argomenti al centro del dibattito di Piazza Pulita, la trasmissione di approfondimento politico condotta da Corrado Formigli in prima serata su La7 ogni giovedì sera. Nella prima puntata, infatti, abbiamo assistito ad uno scontro piuttosto acceso tra il conduttore e il direttore del TG La7 Enrico Mentana. Con il primo che non ha timore a usare la parola genocidio per quanto riguarda Gaza e il governo israeliano e il secondo, invece, che preferisce riflettere su quella parola così tanto grave e profonda di significato.
"Ora è arrivato il momento di usare la parola genocidio", esordisce senza tanti giri di parole Formigli. Una affermazione per testare Mentana che risponde a tono: "Io non lo vedo, anche nelle immagini terribili. È un termine che non ci aiuta, penso che se si scoprisse un testo con la parola genocidio allora si chiamerebbe genocidio". E aggiunge: "Questo termine non può aiutarci, dobbiamo fermare la guerra". "Può determinare le responsabilità di chi lo compie...", replica Formigli. "No non cambia nulla perché anche Putin non viene accusato di compiere un genocidio ma la guerra va fermata allo stesso modo", attacca Mentana ricordando come sia necessario un testo in cui si esprime chiaramente la volontà di uccidere tutti i maschi palestinesi.






