Un ruolo alla Banca d’Italia e all’Eni, ha lavorato al Fondo monetario internazionale, è stato eletto in Parlamento e dal Presidente Mattarella ha ricevuto un mandato esplorativo per formare un governo tecnico nel 2018. Stiamo parlando dell’economista Carlo Cottarelli che a settantuno anni si prepara a debuttare al Teatro Ariston, luogo simbolo del Festival di Sanremo e della musica italiana.

Il prossimo 3 ottobre imbraccerà la chitarra e canterà nello storico teatro “Il ragazzo della via Gluck“. E al professore, oggi docente alla Cattolica e alla Bocconi, tremano le gambe: “Senz’altro è un palco che incute rispetto. L’occasione è un evento organizzato dall’associazione Bordigotti e dalla Banca Passadore, che ha una sua band. Suonano pezzi dei cantautori italiani e hanno un bel repertorio. Durante la serata ho anche dovuto scegliere un pezzo per esibirmi da solo. Ho deciso per ‘Il ragazzo della via Gluck’. È un brano che mi emoziona molto, parla di radici e cambiamenti, di case che spariscono per lasciare posto al cemento. Temi che restano attuali“, racconta al quotidiano La Stampa.

Il brano di Celentano, non semplice da cantare: “Non ho mai studiato canto. Il mio range di voce non è particolarmente ampio, ma si adatta bene a questo brano. E poi credo che in canzoni così serva più l’intensità che la tecnica. D’altra parte nella musica un po’ di coraggio non guasta: bisogna accettare di non essere perfetti e buttarsi”. Una passione nata da lontano: “In famiglia il vero talento è mio fratello, un polistrumentista vero. Io lo seguivo, sono di due anni più grande, con un misto di ammirazione e invidia. Lui suona tutto, io ho cominciato a strimpellare la chitarra cercando di accompagnare le canzoni. Con Lucio Battisti ho trovato il mio terreno: pochi accordi, ma emozione pura”, racconta Cottarelli.