Francesco Farioli ha 36 anni e all’interno del suo Erasmus calcistico (Qatar, Turchia, Francia, Olanda e adesso Portogallo) ha già incontrato i famosi «impostori» di Kipling, la vittoria e la sconfitta declinate sul mestiere di allenatore. «All’inizio di aprile il mio Ajax guida l’Eredivisie con 9 punti sul Psv. Sembra fatta. Il telefono non smette di squillare, potrei scegliere fra Premier, serie A, Liga, e parlo di club qualificati alle coppe. Perfino l’Arabia Saudita. Un mese dopo, il tracollo in campionato ha tolto il mio numero dalle agende. Qualche sondaggio in Italia da parte di piccoli club, ma niente di concreto».