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31 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:47
Porto, e il Portogallo, hanno finalmente scoperto che gli allenatori italiani non sono solo “catenacciari” e cinici: i quattro successi in altrettante partite, il 2-1 e la prestazione dei Dragoni in casa dei campioni in carica dello Sporting Lisbona hanno infatti glorificato il lavoro di Francesco Farioli, approdato in riva al Douro a luglio con un contratto biennale in tasca. Originario di Barga, classificato come uno dei borghi più belli d’Italia – la provincia di riferimento è Lucca -, 36 anni, studi in Filosofia e Scienze Motorie, entrato nel calcio come allenatore dei portieri nel 2009 appena ventitreenne, come migliaia di giovani della sua generazione è andato all’estero per cercare di fare fortuna. L’Aspire Academy a Doha, in Qatar, in qualità di coach dei portieri della nazionale Under 16, è stata la tappa decisiva. Nella capitale dell’emirato, l’incontro con Roberto De Zerbi. Il tecnico italiano lo inserì nel suo staff e Farioli tornò in Italia per lavorare prima a Benevento, poi a Sassuolo. Nel 2021, la grande occasione, insperata: la panchina del Fatiq Karagumruk. A ruota, Alanyaspor, Nizza, Ajax e, ora, Porto. L’Ajax è stato la bellezza, ma anche l’atroce delusione, con un campionato condotto in testa e perso incredibilmente nelle ultime quattro giornate. “La sfortuna in Olanda è stata la fortuna del Porto” – spiegano i dirigenti dei Dragoni -. Se avesse conquistato il titolo, sarebbe rimasto all’Ajax e non sarebbe venuto da noi”.








