Oltre cento film che hanno ottenuto finanziamenti tramite tax credit con risultati al botteghino spesso scarsissimi. Opere prodotte da società su cui prosegue l’attività di indagine della Procura di Roma che al momento ha aperto cinque fascicoli in cui si ipotizzano una serie di fattispecie: da reati strettamente economici a profili legati a illeciti nella pubblica amministrazione. Procedimenti ancora in fase embrionale, in base a quanto filtra a piazzale Clodio non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati, ma con una attività istruttoria già avviata dopo le acquisizioni documentali effettuate dalle forze dell’ordine su richiesta dei pubblici ministeri.
Le società nel mirino
Tra le società finite sotto la lente degli inquirenti anche la One More Pictures, fondata da Manuela Cacciamani e da lei guidata fino al giugno del 2024 quando è stata nominata amministratore delegato di Cinecittà, la Spa controllata dal ministero dell’Economia. Per questo filone di inchiesta, così come alcuni altri, ad inizio agosto, gli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, si sono recati anche presso il ministero della Cultura per sollecitare la consegna di documenti relativi a fondi pubblici e tax credit di cui hanno beneficiato varie società incassando anche cifre a sei zeri per pellicole che in alcuni casi non sono neanche arrivate al pubblico.











