"Quella di oggi è una nuova giornata che non esito a definire storica per la nostra professione.

Dopo l'approvazione, nei mesi scorsi, delle norme che perimetrano le responsabilità dei componenti dei collegi sindacali, arriva ora il via libera del Consiglio dei ministri alla legge delega di riforma del nostro ordinamento professionale.

Prende così concretamente il via l'iter che porterà alla riscrittura della carta d'identità dei commercialisti italiani, per preservarne la funzione centrale nel nostro sistema economico e fiscale, in un contesto in costante e radicale mutamento". È quanto dichiara il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio.

"Un risultato - aggiunge - che non nasce per caso, ma è frutto di una azione politica incisiva, costante e incontrovertibile del Consiglio nazionale, capace di tradurre le istanze della categoria in una visione condivisa e livello istituzionale", e il ringraziamento va "al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al sottosegretario Alfredo Mantovano, al nostro ministro vigilante, quello della Giustizia, Carlo Nordio, e a tutti i membri del governo".

E aggiunge: "Non posso non sottolineare quanto questo risultato sia tanto più significativo se si considera l'azione ostruzionistica portata avanti da una minoranza della nostra stessa categoria la quale, come già accaduto in occasione della riforma della responsabilità del collegio sindacale, si è adoperata con ogni mezzo e fino all'ultimo minuto utile per bloccare la riforma, salvo fare appello in extremis, una volta compreso che il ddl sarebbe stato approvato, a una "de-escalation", riconoscendo tardivamente il valore di questo strumento che garantisce il confronto parlamentare. Un'azione che ha platealmente ignorato il lungo, serio e approfondito percorso democratico che ha portato il Consiglio nazionale, nei mesi scorsi, ad approvare il testo di riforma dell'ordinamento professionale poi sottoposto all'attenzione di tutte le forze politiche. Un tentativo di bloccare anche questo processo di riforma che è stato sonoramente sconfitto". "È bene chiarirlo: il testo uscito oggi dal Consiglio dei ministri è ancora una volta frutto della meritoria interlocuzione tra il nostro Consiglio nazionale e il governo", chiude.