Il testo è stato approvato dall’aula con 305 sì, 151 no e 122 astenuti. Ma il voto finale sulla risoluzione per Gaza – dal nome “Gaza al limite: l’azione dell’Ue per combattere la carestia, l’urgente necessità di liberare gli ostaggi e procedere verso una soluzione a due stati” – ha spaccato maggioranza e opposizioni al Parlamento europeo. A indurre prese di posizione contrastanti anche all’interno delle stesse aree politiche l’assenza della parola “genocidio”, ritirata proprio dai socialisti – che insieme ai liberali di Renew e i verdi avevano proposto il documento – a pochi minuti dal voto. Il Ppe invece si era già sfilato, e ha provato ad annacquare il testo con diversi emendamenti. Per quanto riguarda invece l’Italia, gli alleati di governo hanno votato in tre modi diversi: favorevole alla risoluzione Forza Italia, astenuta Fratelli d’Italia, contraria la Lega. Ma anche il campo largo è finito per dividersi sulla risoluzione, complice, soprattutto l’eliminazione della parola genocidio dal testo finale. Il Pd ha votato a favore, contrario invece il Movimento Cinque Stelle. Leoluca Orlando, unico dei Verdi italiani presente in aula, ha scelto anche lui no. Sul fronte Sinistra Italiana dai tabulati risulta astenuta Ilaria Salis.